FRIDA KAHLO

FRIDA KAHLO

Artista che ha saputo fare del tormento e della malattia fonte di ispirazione per la sua arte. Una donna capace di diventare icona di un popolo.

di Pasquale Di Matteo

Frida Kahlo nasce a Coyoacán, a Città del Messico, nel 1907.

All’età di sei anni, si ammala di poliomielite, malattia che le compromette la funzionalità della gamba destra.

Il 17 settembre 1925, viene coinvolta in un grave incidente, mentre è a bordo di un autobus. Frida rimane ferita gravemente. La colonna vertebrale si frattura in più punti. Si rompe il bacino, le costole, la gamba sinistra, il piede destro; si sloga una spalla. Un corrimano entra nell’anca sinistra e fuoriesce dalla vagina. Le danneggia l’utero in maniera irreversibile.

Sarà sottoposta a oltre trenta interventi chirurgici per ridimensionare i danni fisici.

È durante la convalescenza, nelle lunghe giornate trascorse a letto, che Frida Kahlo scopre la pittura.

Nel 1926, porta a termine il suo primo autoritratto.

Sebbene sia associata da più parti al Surrealismo, Frida Kahlo nega di essere una pittrice surrealista. L’artista messicana, infatti, sostiene di affermare nelle sue opere la realtà personale e non quanto trasmesso dal mondo onirico.

E la realtà della Kahlo è fatta di sofferenza, per le disavventure legate alla malattia e ai gravi problemi fisici causati dall’incidente. Inoltre, l’artista soffre anche emotivamente, per via della vita sentimentale tormentata.

Le sue tribolazioni si declinano attraverso il sapiente utilizzo di simboli, che si ritrovano in quasi tutte le opere della Kahlo. Per lo più, nella sfera del mondo animale.

Tuttavia, nel 1938 l’artista viene notata da André Breton, che la introduce nel movimento surrealista, che ella frequenta non tanto per vocazione artistica, ma perché la porta ad avere più facilmente l’approvazione dei critici più influenti.

L’artista attinge sia dalla tradizione messicana, sia da quella cristiana.

I temi principali sono il dolore e l’erotismo represso, declinato attraverso l’elaborazione del proprio vissuto reso accessibile da un uso personale del simbolismo.

Frida Kahlo realizza 143 dipinti. Più della metà sono autoritratti. Opere che raccontano la sua vita, il suo stato fisico e le sue condizioni mentali.

Nonostante i gravi problemi personali e le diatribe sentimentali, Frida Kahlo diventa una figura ispiratrice, politicamente attiva nella formazione di una nuova identità nazionale.

AUTORITRATTO CON COLLANA DI SPINE E COLIBRÌ

Frida Kahlo
Autoritratto con collana di spine e colibrì

In quest’opera del 1949, Frida Kahlo si raffigura come un’icona religiosa.

Il volto è il punto focale del dipinto. La capigliatura, acconciata secondo la tradizione, manifesta l’orgoglio per le origini. Lo sguardo triste esprime le sofferenze, la tenacia nell’affrontare le disavventure offerte dalla vita.

Il fogliame alle spalle della protagonista è esagerato, caratteristica che l’artista attinge dall’arte indigena messicana.

Il simbolismo trova spazio in alcuni elementi. In primo luogo, la foglia gialla che fa da aureola richiama la cultura della Chiesa. Libellule e farfalle intorno alla sua testa sono simboli cristiani di speranza e di rinascita.

Il gatto nero, presagio di sfortuna, osserva il colibrì che punta alla gola dell’artista.

L’uccello è un simbolo di buon auspicio in Messico, ma nell’opera è morto. Inoltre è imbrigliato nella collana di spine che affonda nelle carni della Kahlo, a emulare la passione di Cristo.

Infine la scimmia, da un lato aspetto gioioso, in sostituzione dei figli che non ha potuto avere, dall’altro simbolo di lussuria. Un chiaro riferimento all’amore tormentato con l’artista Diego Rivera, che sposa due volte e tradisce con più uomini, tradita a sua volta.

L’influenza artistica di Frida Kahlo è talmente elevata, da essere la prima donna latinoamericana ritratta su un francobollo degli Stati Uniti, emesso il 21 giugno 2001.

Frida Kahlo è un’artista che ha trasformato le tribolazioni in carburante per la sua sensibilità artistica. Una grande donna, capace di entrare in una nicchia in cui prevale il maschilismo.

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