UNA DOMENICA POMERIGGIO ALL’ISOLA DELLA GRANDE JATTE

UNA DOMENICA POMERIGGIO ALL’ISOLA DELLA GRANDE JATTE

Un’opera rivoluzionaria, che trascende le regole dell’Impressionismo e getta le basi dell’evoluzione puntinista di Seurat.

di Pasquale Di Matteo

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UNA DOMENICA POMERIGGIO ALL’ISOLA DELLA GRANDE JATTE – Immagine di proprietà del web

L’opera di Georges-Pierre Seurat è uno spaccato di vita sociale dell’epoca.

Un olio su tela di circa tre metri per due.

Soldati, barcaioli e personaggi eleganti riempiono La Grande Jatte, un’isoletta sulla Senna, dove i Parigini erano soliti trascorrere momenti di svago nelle belle giornate.

Un’opera rivoluzionaria per l’abbattimento dei canoni stilistici legati al movimento impressionista.

Il dipinto presenta una tecnica che rimanda allo stile puntinista, che proprio Seurat svilupperà in seguito, inoltre, l’artista cerca la definizione delle figure, con profili marcati e precisi.

La tela raffigura molte persone, di classi sociali differenti, ma anonime, impersonali, immortalate in pose classiche, in contrasto con gli abiti alla moda e giovanili (per l’epoca).

L’artista vuole proprio porre l’attenzione sull’incoerenza del seguire le nuove mode, senza tuttavia accettare le trasformazioni sociali in atto. Un messaggio senza tempo e disarmante ancora oggi.

Al centro dell’opera, ci sono una donna e una bambina poste di fronte all’artista. Ma soltanto la bambina guarda nella sua direzione. Il paesaggio che le circonda sembra il sogno in cui esse camminano e la stessa opera sarebbe la rappresentazione di quanto sognato dalle donne.

La profondità è data dal gioco di ombre ideato da Seurat, che costringe a cercare la luce sopra la base del dipinto.

L’opera presenta anche stranezze e incongruenze. Innanzitutto, l’uomo con il cilindro e il bastone, in basso a sinistra, sembrerebbe sottodimensionato nelle sue fattezze rispetto alle persone che gli siedono accanto.

Sopra il suo cappello, inoltre, una donna sta pescando. Indossa gli abiti della festa e un cappello calato davanti agli occhi. Probabilmente, si tratta di un’allusione alla prostituzione.

Infatti, i verbi pêcher (pescare) e pécher (peccare) presentano evidenti somiglianze.

La dama sulla destra, infine, regge un ombrellino parasole ma è in piena penombra.

Un’opera in cui si ritrovano il concetto di solitudine e la difficoltà di relazionarsi in una società variegata e complessa come quella che andava definendosi alla fine dell’Ottocento.

Gli uomini rappresentati da Seurat sono soli, impegnati a cercare una propria identità che nel dipinto non dimostrano. Anzi, sembrano automi, tutti assorti verso una meta lontana o indaffarati a fare qualcosa.

Ognuno in attesa di qualcosa.

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