FEDERICA SCOPPA

FEDERICA SCOPPA

Federica Scoppa è un’artista capace di sintetizzare gli elementi tangibili con la spiritualità delle emozioni e dei sentimenti, in un connubio di energia e meditazione che racconta se stessa e l’analisi del suo tempo.

di Pasquale Di Matteo

Federica Scoppa sviscera le contraddizioni, la paura, le angosce suscitate dal lockdown, dall’emergenza sanitaria e da quella economica causate dalla gestione del Covid-19.

Lo fa con la serie Worlds – After Covid19

113 opere che sembrano gigantografie di vetrini al microscopio, come se l’artista volesse scovare in profondità le radici del male, le sue estroflessioni, fino a individuare le sequenze che hanno generato la paura e la diffidenza. Quelle che ci negano i piaceri di un abbraccio, di una stretta di mano, di un normale approccio interpersonale che caratterizzano l’essere umano.

Le opere sono cerchi cromatici del diametro di quindici centimetri su lastre di vetro quadrate e rappresentano molteplici aspetti della vita umana. Il pianeta, l’acqua, gli occhi, i fiori, il cielo…

Federica Scoppa propone microcosmi di un universo che è la sintesi del nostro, ma in un contesto in cui ella miscela la realtà tangibile degli elementi alle emozioni, alle sensazioni umane.

I colori della terra, del fuoco e del cielo si mescolano, manifestando l’esuberanza debordante del carattere di Federica Scoppa, ma anche un forte senso di spiritualità.

Nelle armonie di colore, in quei fluidi sapientemente governati sul vetro, la Scoppa declina le emozioni di un momento, la rappresentazione di sé mentre dipinge.

Allora, i vetrini diventano istantanee della sua anima. L’artista parte da un’idea, da un pensiero legato al pianeta, all’ambiente, all’inquinamento, alla donna nella società, ma poi racconta attraverso il linguaggio dell’anima e una sapiente grammatica del colore che abbandonano lo spazio razionale e si lasciano guidare dall’inconscio.

Ciascun cerchio racconta un momento e tratta una tematica, ma ognuno è legato all’altro in un’unione gestaltica. Pianeti in fiamme, giardini, continenti circondati dagli oceani, ma anche iridi, cieli immensi e tanta manifestazione del proprio essere.

C’è una forte presenza del blu in moltissime opere, testimonianza di un desiderio dell’artista di ricondursi alla spiritualità, alla meditazione, in un mondo in cui prevale, invece, la frenesia dell’accumulo, della corsa all’edonismo, dell’immagine da rinnovare quotidianamente.

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Federica Scoppa con il critico d’arte Pasquale Di Matteo

Lo stesso utilizzo del cerchio dimostra come l’artista sia aperta al mondo, ai cambiamenti, all’inclusione in una miscela di culture. Il cerchio non ha lati, né spigoli. Le idee non sono racchiuse da angoli, ma si espandono a trecentosessanta gradi.

Il cerchio è democratico e gli serve soltanto un centro. E la Scoppa pone se stessa al centro, in rappresentanza dell’essere umano. Di tutti gli esseri umani.

L’artista esprime con i colori il viscerale bisogno di esporsi, di raccontare ciò che pensa, estroflettendo le emozioni suscitate dall’anima. Attenta analista del suo tempo.

La mostra personale di Federica Scoppa resterà aperta al pubblico fino al 5 agosto, presso la galleria Immagini Spazio Arte a Cremona, in via Beltrami, 9 – alle spalle del Duomo.

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