ANNA BARTIROMO, L’ANIMA CHE SI SCHIUDE

Anna Bartiromo, l’anima che si schiude

Se è vero che l’Italia è un Paese di cantanti, di poeti, di letterati e di artisti, Anna Bartiromo è stata una protagonista indiscussa della Letteratura, la cui delicatezza stilistica è un’espressione di nicchia, riservata a chi ha l’indispensabile capacità di leggere i linguaggi dell’anima.

di Pasquale Di Matteo

Anna Bartiromo era nata a Piano di Sorrento.

Docente di Lingua e Letteratura inglese, traduttrice, interprete, giornalista pubblicista, ha collaborato con varie testate letterarie.

E Anna Bartiromo era un’eccellente letterata, scrittrice e poetessa.

Leggere Anna Bartiromo è come diventare ciechi, per muovere le dita sui volti degli altri, riuscendo a coglierne i contorni. Tutti i contorni: somatici, dell’anima, caratteriali, fin nelle sfumature.

I suoi versi hanno la capacità di raccontare se stessa, dandoti la sensazione che sia tu a sviscerarne l’anima, la sua essenza, la dolcezza che si nascondeva dietro un’immagine risoluta ed energica.

Leggendo la sua raccolta di poesie intitolata Anemoni d’Avorio, prevale la malinconia, una sensazione che dona un po’ del suo profumo a moltissimi versi di questa fatica letteraria.

Una malinconia che pizzica le corde della tristezza, ma che ha anche la peculiarità di farti sentire bene, come se ogni verso fosse una preghiera con cui rimarginare vecchie ferite, in un turbinio di sensazioni in cui i ricordi di chi legge si mescolano a quelli dell’autrice.

Una malinconia che trabocca d’amore e di sentimenti profondi, per familiari che non ci sono più, amicizie e conoscenze di una vita intera, che la donna Anna Bartiromo viveva con tutta se stessa, con la medesima passione con cui articolava versi poetici e prose, sempre con particolare attenzione per la vita umana.

Leggendo le sue poesie, si viene travolti dalla dirompente voglia di vivere e di accorgersi delle vite degli altri, soprattutto di chi è meno fortunato, come se ella volesse trovare un modo per imporre il desiderio di creare un mondo migliore e più giusto, ma ci si imbatte quasi sempre nella malinconia, come se la realtà della vita stessa, recidesse le fondamenta delle aspettative dell’autrice, piombando nell’illusione, come nella poesia Violinista, accompagnata dall’opera dell’artista Letizia Caiazzo, regina dell’arte digitale italiana.

Anna Bartiromo regala un po’ della sua vita e delle sue esperienze in molti suoi versi, in cui ella è capace di donarci i panorami, i luoghi e le storie della sua terra, in cui il mare non è soltanto protagonista, ma vive come una persona, con i suoi aspetti negativi e positivi, ma nei confronti del quale l’autrice prova un amore incondizionato.

Anemoni d’Avorio è una raccolta di sentimenti, prim’ancora che di poesie, in cui prevale l’anima di Anna Bartiromo, donna capace di gridare al mondo la sua attenzione per i più deboli, come in Clochard, di ricordare amori e sentimenti perduti, come in Gabbiani o in Verrò a Cercarti.

Un lavoro coraggioso, in cui Anna Bartiromo non presenta la sua penna, pur magistrale per la sua raffinata delicatezza, ma ci regala la sua anima, mettendosi a nudo come solo chi ha carattere può essere capace.

D’altronde, la dirompente delicatezza stilistica della Bartiromo era già emersa con L’Imponderabile, esperienza narrativa che è una catarsi di emozioni suadenti e di sensazioni forti, che si intersecano in un turbinio di colpi di scena che sorprendono il lettore in ognuno dei racconti di cui si compone questa fatica letteraria dell’autrice campana.

Personaggi di forte personalità e temperamento, legati dal comune denominatore della ricerca di una serenità negata dalla nascita, dagli eventi della vita o da altre persone.

La narrazione affronta due grandi temi, che poi, nella nostra contemporaneità, sono legati a doppio filo l’uno all’altro, intorno a una sorta di riscatto che la Bartiromo disegna per ogni suo protagonista: l’amore, declinato in ogni sua espressione, e la libertà di genere.

Ecco, dunque, il trans che ritrova sua madre, dopo anni di abbandono, sullo stesso marciapiede, oppure la giovane violentata che, quasi in un’altra vita, fa innamorare di sé uno dei suoi stupratori, a tal punto che questi non può resistere all’impulso di togliersi la vita, una volta scoperta l’identità dell’amata, una volta che il passato torna per donargli quanto seminato.

Tuttavia, Anna Bartiromo affronta anche l’inevitabile incontro con la morte e non tralascia l’astioso peso dei ricordi, fino a dimostrare come fingere in amore, spesso, possa portare alla follia, perfino a essere uccisi. Storie di amori turbolenti, forti, passionali, spesso nascosti e portati avanti nell’ombra, come quello tra Beth e Callisto, soffocato per anni da menzogne e sotterfugi per colpa delle losche attività dell’uomo, per cui lei e sua figlia avrebbero potuto rischiare la vita.

Eppure, in ogni racconto di cui si compone L’Imponderabile, Anna Bartiromo disegna un finale fatto di riscatto, in cui il bene trionfa; malgrado l’angoscia e le vicende da cieli plumbei architettati dall’autrice, in ultima istanza prevale il sole, i cui raggi inondano di luce chi ha sofferto fino a quel punto.

Anna Bartiromo racconta un pizzico di se stessa in ognuno dei suoi racconti, non certo nei tratti e nelle singole vicende, ma quanto a speranze e visioni di un mondo migliore, un’epoca in cui possano trovare sempre meno spazio ingiustizie e soprusi.

L’autrice campana trova la giusta dimensione al surreale, elevandolo a realtà preferibile a quella del presente che ci vede protagonisti, squarciando il tempo e lo spazio, fino a trovare la collocazione ideale per sogni e ambizioni.

Con L’Imponderabile, Anna Bartiromo ci offre pillole di speranza e di coraggio con le quali affrontare la vita, prendendo spunto dai suoi personaggi tormentati, perché chiunque possa trovare il proprio riscatto e costruirsi il mondo ideale.

Anna Bartiromo traeva ispirazione dalle vastità della sua mente, dove convergevano i tormenti derivanti dall’analisi profonda del vivere, perpetuata dalla sua anima, laddove si snodavano le emozioni, perché scrivere, in fondo, era la catarsi attraverso cui l’autrice campana ci ha regalato se stessa.

Anna Bartiromo ha ottenuto insigni riconoscimenti, inoltre ha ricevuto la Medaglia d’oro Città di Piano di Sorrento, come una delle cittadine più illustri che hanno contribuito alla storia del paese.

Anemoni d’Avorio e L’Imponderabile sono editi da GRAUSEDIZIONI.

La sua scomparsa, avvenuta lo scorso mese, è una perdita importante per l’Arte e per la Letteratura italiane.

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