L’ARTE NON SIA PATRIA DEGLI SCIACALLI

L’arte non sia la patria degli sciacalli

Ai tempi del covid, molti sono i pittori che lamentano mail e contatti di operatori del settore artistico con proposte di mostre e cataloghi a prezzi esorbitanti, come se nulla fosse accaduto e come se il mondo fosse ancora quello di due mesi fa.

di Pasquale Di Matteo

Il mondo ai tempi del covid ci ha proiettato in una dimensione parallela rispetto a quella che conoscevamo.

Ogni giorno contiamo morti e nuovi contagiati in tutto il mondo e l’Italia, purtroppo, resta una delle nazioni più colpite.

Oltre all’emergenza sanitaria, siamo ormai lanciati su un treno in corsa che conduce al dopo emergenza, un mondo fatto di disoccupazione, povertà e inevitabili carestie.

Eppure, in un momento in cui tutti dovrebbero farsi forza l’un l’atro, ecco che nel mondo dell’arte ci sono sciacalli pronti a contattare i pittori per proporre l’inserimento in cataloghi o in rassegne virtuali a pagamento.

I toni sono più o meno gli stessi e in sostanza puntano sul fatto che, essendo chiusi musei e gallerie e non potendo dare vita a eventi e mostre, l’unico modo per farsi notare sarebbe quello di affidarsi ai professionisti dei cataloghi, mettendo mano al portafoglio e non per cifre modeste.

L’iniziativa sarebbe lodevole se, all’atto dell’iscrizione pretendessero la ricevuta del versamento fatto allo Stato, alla Protezione Civile o a qualche ospedale, invece i soldi li vogliono loro.

E non ci sarebbe neppure nulla di male se proponessero un catalogo come ogni altro anno, sarebbe soltanto un modo stucchevole di operare, ma arriva a farsi offensiva quando si chiede un’opera a tema Coronavirus.

Praticamente, si sfrutta l’emotività di una situazione disarmante per spingere i pittori a contribuire a qualcosa che non esiste, solo per tentare di guadagnare come ogni altro anno; si punta sull’emotività del momento per far credere a ignari pittori di contribuire a creare un qualcosa che in realtà non servirà a nulla, se non a tenere gonfie certe tasche.

Ebbene, tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’Arte, ma è schifo da mercenari del dio danaro.

L’Arte è patria per chi ha scelto, in ogni epoca, di raccontare il proprio tempo, di sviscerare i disagi sociali e le controindicazioni dell’evoluzione sociale.

L’Arte è il pianeta di Van Gogh, di Ligabue, di Caravaggio, di Modigliani… La lista di grandi maestri vissuti e morti in povertà è lunghissima e annovera quasi tutto il meglio della Storia dell’Arte.

Ecco, in questo mondo, nel mondo vero dell’Arte, non c’è e non ci deve essere spazio per gli sciacalli, per i rappresentanti del dio danaro.

Siano gli artisti a eliminare tali figure dal mondo!

Di gente che lavora per gli artisti per poco, per molto meno rispetto a quanto guadagni un comune operaio ce n’è, perché si tratta di persone che hanno voglia di fare e promuovere Arte prima di pensare a fare soldi, proprio come i grandi del passato.

Un concetto che sembra banale, ma che differenzia in maniera esponenziale due modi opposti di stare al mondo e di trattare gli esseri umani.

Non si dipinge per fare soldi, ma per raccontare, per filosofare, perché si avverte un prepotente e viscerale bisogno di esprimere quanto esplode dentro e, allo stesso modo, non si può lavorare per gli artisti senza voler portare avanti un percorso, un progetto, un’identità di pensiero, raccattando, invece, tutto e tutti solo per fare cassa.

E, quando si arriva a sfruttare l’emergenza di queste settimane, quando si trasforma la tragedia in un motivo emozionale per ricevere un SI dagli artisti, non si è soltanto sciacalli…

Si è il nulla, perché chi sfrutta queste situazioni dimostra di non avere nulla a che fare con l’empatia, perciò dimostra di essere di un altro pianeta rispetto al vero mondo dell’Arte.

E se qualcuno dei vecchi signorotti e delle vecchie matrone del mondo affaristico dell’arte pensa che il mondo sia ancora quello in cui spolpare artisti ignari, beh, forse è il caso che costoro comincino a cercare una nuova professione, perché di quel coronavirus su cui vorrebbero un SI, dimostrano di non aver capito nulla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...