MICHAEL BLOOMBERG: L’ARTE DI TRASFORMARE IL DENARO IN COMPETENZE

Michael Bloomberg: l’arte di trasformare il denaro in competenze

Bloomberg è accusato di essere un Repubblicano, un miliardario che vorrebbe comprare l’elezione alla Casa Bianca, a suon di spot milionari e grazie a una campagna tra le più ricche della storia degli Stati Uniti. In molti fanno notare che i soldi non sono competenze, ma ciò è comune a tanti altri politici democratici.

di Pasquale Di Matteo

Secondo alcuni, il repubblicano Bloomberg sarebbe l’unica speranza dei Democratici di battere Trump alle presidenziali di fine anno, l’unica via per riportare gli Stati Uniti agli Statunitensi, senza lasciarli nelle mani dell’amico Putin, che molti sono convinti essere artefice delle fortune dell’attuale presidente Usa.

Tra i Democratici, qualcuno storce il naso, convinti che vi sia una differenza molto più profonda nei confronti dei Repubblicani di quanto non sia in realtà, perciò basiti dall’inserimento del miliardario tra le fila dei Democratici.

Ma la storia degli Stati Uniti è piena di potenti che hanno governato il Paese grazie al potere economico, spesso con alcuni scheletri negli armadi su cui sarebbe opportuno accendere i riflettori.

Per esempio, quella dei Clinton è una delle famiglie più potenti d’America, tra le più influenti in ambito democratico, eppure ci sono molti elementi oscuri che ne offuscano l’ascesa e il mantenimento del potere.

Ricordate l’incidente aereo che causò la morte di 71 Russi, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, del febbraio 2018?

Una sciagura finita nel dimenticatoio troppo presto, nonostante due delle vittime avessero acceso i riflettori su fatti di cronaca e di Politica internazionale: si tratta di Sergei Millian, un uomo d’affari che ha lavorato con la Trump Organisation, e di Ivanov Vyacheslav, quadro dirigenziale di Rosatom, l’azienda russa proprietaria di Uranium One, società mineraria al centro di una vendita controversa che ha permesso alla Russia di accaparrarsi circa il 20% di tutto l’uranio prodotto dagli Stati Uniti, in cui vi fu una non chiara supervisione da parte del Dipartimento di Stato americano alla cui guida sedeva ai tempi Hillary Clinton.

Entrambe le vittime erano dirette negli Stati Uniti, dove avrebbero dovuto testimoniare nell’inchiesta relativa proprio all’affare Uranio, per spiegare come si svolsero i fatti e spiegando il perché di ingenti cifre donate dalla stessa Uranium One alla Clinton Foundation.

Al di là della coincidenza, non si è mai fatta chiarezza sugli ultimi istanti dell’An-148, appartenente alla Saratov Airlines, decollato l’11 febbraio 2018, dall’aeroporto di Mosca Domodedovo, ed esploso in volo dopo cinque minuti.

Ma non ci occuperemo delle dinamiche del disastro, bensì di accomunare le due vittime di cui sopra a una lista di persone decedute negli scorsi anni in circostanze particolari, accomunate dallo stesso legame con i Clinton.

Infatti, allargando l’orizzonte delle notizie agli anni passati, si apre un ventaglio di morti sospette di uomini e donne legati ai Clinton talmente ampio da poter affermare che vi sia una vera e propria Maledizione Clinton.

Cominciamo dagli inizi della carriera dei Clinton.

Suzanne Colemann

Suzanne Colemann venne trovata morta il 15 febbraio 1977 e il suo caso fu catalogato tra i suicidi, senza che la polizia spiegasse il perché la donna avesse deciso di farla finita sparandosi un colpo di pistola alla nuca, né il perché non si ritenne opportuno eseguire l’autopsia sul cadavere.

Molte voci sostenevano che tra la vittima e Bill Clinton ci fosse una relazione sentimentale.

John Augustus Wilson & Jim McDougal

John Augustus Wilson si impiccò nel maggio 1993; aveva affermato di avere informazioni sullo scandalo immobiliare Whitewater che vedeva coinvolti i coniugi Clinton e i loro soci Jim e Susan McDougal.

Lo stesso Jim McDougal, condannato a tre anni e mezzo di reclusione per frode bancaria nell’inchiesta, morì per un arresto cardiaco nel 1998.

Vincent Foster

Il 7 luglio 1993, ci fu un altro caso di suicidio anomalo legato ai Clinton: fu trovato il cadavere di un uomo, ucciso con un colpo di arma da fuoco sparato in bocca, con una pistola ancora stretta in una mano.

Anomalo è il fatto che non fu mai rinvenuto il proiettile, che dall’analisi della pistola non risultarono impronte digitali e che un suo biglietto d’addio fu poi giudicato un falso.

Si trattava di Vincent Foster, Consigliere della Casa Bianca, amico dei Clinton di vecchia data, che molte voci volevano amante di Hillary.

Se non si fosse suicidato, Foster avrebbe dovuto testimoniare al Congresso in un’inchiesta sulle finanze dei Clinton.

Jerry Luther Parks
Dopo il ritrovamento del cadavere di Foster, Jerry Luther Parks, capo del team per la sicurezza del governatore Clinton in Arkansas, disse ai familiari: “Sono un uomo morto… Io sono il prossimo della lista”.

Fu ucciso da ignoti il 26 settembre 1993, nella sua auto.

Un giornalista del New York Observer ricostruì la sua storia anche attraverso le testimonianze dei parenti, scoprendo che, negli anni ottanta, Parks e Vince Foster avevano indagato sugli affari di Bill Clinton su richiesta di Hillary, intenzionata a chiedere il divorzio per le continue avventure extraconiugali del marito.

Vince Foster sarebbe stato incaricato da Hillary Clinton di preparare i documenti per la separazione, quando fu coinvolto anche  Parks, in qualità di detective privato, che compilò un dettagliato dossier con le dichiarazioni di alcune donne sui comportamenti di Bill Clinton.  

Tuttavia, quando la carriera politica del futuro presidente degli Stati Uniti segnò una svolta positiva, Hillary abbandonò l’idea della separazione e il dossier restò custodito dal suo autore, fino a quando, nel 1993, pochi giorni prima di suicidarsi, Vince Foster non chiese improvvisamente a Jerry Parks di consegnarglielo.

Richiesta che, secondo Gary Parks, figlio di Jerry, il detective rispedì al mittente.

Due mesi dopo, il padre fu ucciso.

Gandy Baugh

L’avvocato Gandy Baugh e il suo socio in affari si suicidarono, a distanza di un mese l’uno dall’altro, nel 1994.

Amico di Bill Clinton, Baugh aveva acquistato un resort nel New Mexico, promuovendolo utilizzando il suo ricco e famoso amico.

L’ufficio della Dogana sveva poi scoperto che all’interno della struttura si spacciava droga e si riciclava denaro sporco, perciò aprì un’inchiesta, che però non arrivò a scoprire molto per la morte prematura di Baugh.

Mary Mahoney

Quando nel luglio del 1997, il giornalista investigativo, Michael Isikoff, affermò che, a rafforzare le accuse di molestie sessuali mosse da Paula Jones nei confronti di Bill Clinton, sarebbero state nuove accuse di violenza di “un’ex membro dello staff della Casa Bianca con l’iniziale M…”, pochi giorni dopo, si verificò quella che la polizia liquidò come una rapina finita male presso un bar di Georgetown.

Cosa insolita per una rapina, nella cassa dello Starbuck gli inquirenti trovarono circa quattromila dollari, ma tutti gli impiegati furono trucidati con colpi da armi da fuoco, compresa un’ex stagista della Casa Bianca, Mary Mahoney.

Poco dopo, si scoprì che Isikoff si riferiva a Monica Lewinsky, una delle poche, ad oggi, ad essersi salvata dalla Maledizione Clinton.

Tenente David J. McCloud

Uno degli uomini che aveva lavorato per raccogliere prove indiziali nei confronti di Bill Clinton era il Tenente David J. McCloud, il quale non fu risparmiato dalla maledizione che sembra accompagnare chiunque possa nuocere ai Clinton.

Infatti, l’uomo precipitò il 26 luglio 1998 con il suo aereo acrobatico, trovando la morte.

John F. Kennedy Junior

Una notte di metà luglio del 1999, il Piper pilotato da John F. Kennedy Junior si inabissò al largo delle coste dell’isola di Martha’s Vineyard, soprannominata la Capri dell’Atlantico.

Oltre al figlio dell’ex Presidente Kennedy, morirono sua moglie e sua cognata.

Pochi giorni prima dell’incidente, Kennedy Junior aveva annunciato su NBC DATELINE che non escludeva di candidarsi al seggio di New York per il Senato, lo stesso in cui subentrò Hillary Clinton.

Michael Hastings

Michael Hastings era uno dei giornalisti investigativi più critici nei confronti di Hillary Clinton.

Poco prima di morire in un incidente d’auto, nel giugno 2013, Hastings confessò di sentirsi in pericolo dopo aver scritto una serie di articoli particolarmente critici nei confronti dell’ex first lady e dopo aver inviato alla stessa Clinton un suo rapporto investigativo sull’attacco al Consolato di Bengasi del 2012.

Antonin Scalia

Il 12 febbraio 2016, fu trovato privo di vita il giudice della Corte Suprema, Antonin Scalia, uno tra i più accaniti sostenitori dell’arresto di Hillary Clinton per corruzione e spionaggio.

Sarebbe morto nel sonno.

John Ashe

La carriera di Hillary Clinton avrebbe potuto assumere le tonalità infuocate del tramonto, in occasione della deposizione di John Ashe, in merito allo scandalo Chinagate, dove lo stesso Ashe era accusato di essersi intascato oltre un milione di dollari di tangenti.

Ashe, ex presidente dell’Assemblea generale dell’Onu, avrebbe dovuto spiegare il collegamento tra la Clinton e Ng Lap Seng, uomo d’affari cinese, implicato in un giro di finanziamenti illeciti che aveva unto anche il fondo elettorale di Bill Clinton nel 1996.

Morì prima di testimoniare, il 12 giugno 2016, per un eccessivo sforzo nel sollevare pesi, in palestra.

Joe Montano

Joe Montano, invece, era il Presidente della Commissione nazionale democratica.

Dopo che Wikileaks pubblicò le famose mail che svelarono il sabotaggio ai danni di Bernie Sanders, in favore di Hillary Clinton, durante le primarie democratiche, Montano morì per infarto, anch’egli vittima della Maledizione dei Clinton.

Victor Thorn

Un altro giornalista molto attivo contro i Clinton, con una lunga serie di articoli e di saggi pubblicati in merito ai segreti di coppia e alle inchieste sul narcotraffico di Mena, in Arkansas, dei tempi in cui Bill Clinton ne era governatore, era Victor Thorn.

E anche Thorn, come altri sui colleghi prima di lui, si sarebbe suicidato nell’agosto del 2016.

Shawn Lucas

Durante gli stessi giorni, Shawn Lucas, regista che aveva realizzato un documentario per svelare i retroscena del sabotaggio ai danni di Sanders, per favorire Hillary Clinton, fu trovato cadavere dalla fidanzata.

Monica Petersen

Monica Petersen era una giornalista investigativa impegnata nel fare luce sul traffico di essere umani, in particolare di bambini, tra Stati Uniti e Haiti, in cui sembrava coinvolta la Fondazione Clinton; il 25 marzo 2016 scriveva: “Il patrimonio di Carlos Slim è di oltre 64,8 miliardi di dollari. L’uomo più ricco della terra è il mogul messicano delle telecomunicazioni, la cui parte “più interessante” della carriera sono i legami con uomini d’affari “sospettati di coinvolgimento nel cosiddetto cartello del sud-est del Messico”. È un socio di Clinton e finanziatore della Clinton Foundation. Nel 2015, Carlos Slim divenne il principale azionista del New York Times. Secondo l’attivista di Haiti, Ezili Dantò, “I Clinton usarono il governo per la loro attività privata che chiamavano “aiuto ai poveri haitiani…”.

Inutile aggiungere che, vista la virulenza di ciò che scriveva, la Maledizione Clinton colpì anche la povera Monica Petersen, il cui cadavere fu rinvenuto nel novembre 2016.

Ovviamente, si trattò di un suicidio.

Klaus Eberwein

Ad Haiti è legata anche la morte di Klaus Eberwein, ex funzionario del governo haitiano che avrebbe dovuto testimoniare sulla presunta frode operata dalla Clinton Foundation, la quale avrebbe lucrato sulle donazioni giunte alla fondazione per assistere la popolazione colpita dal catastrofico terremoto del 2010.

Secondo Eberwein, soltanto lo 0,6% delle donazioni erano giunte ad Haiti e lottava per dimostrarlo.

Fu trovato cadavere il 14 luglio 2017 a Miami.

Conclusioni

Non è necessario aggiungere l’aggettivo sospette all’inquietante lista di morti di persone legate ai Clinton attraverso una serie di denunce, di querele o di inchieste su presunte attività illecite operate da una delle famiglie più potenti d’America.

Restano le coincidenze, spesso allarmanti, tra i vari decessi, soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che, in questo articolo, sono stati elencati solo alcuni dei decessi che in qualche modo si potrebbero legare all’attività politica dei Clinton.

In assenza di elementi che non siano la coincidenza e l’uso della logica, non si può parlare d’altro se non di Maledizione Clinton, perché altrimenti non si spiega come sia possibile, in una democrazia, che un così nutrito numero di dissidenti possa aver perso la vita, spesso in situazioni poco chiare, quando non addirittura grottesche, e quasi sempre quando si trattava di fare luce sui fiumi di denaro che scorrono intorno a Bill e a Hillary Clinton.

Perciò, per chi vede nei Repubblicani l’incarnazione del potere e dell’imperialismo dei milionari, sarebbe meglio ricordare cosa sia l’alternativa.

Michael Bloomberg è solo più ricco di altri…

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