MORGAN TRIONFA A SANREMO70

MORGAN TRIONFA A SANREMO70

Dello scandalo relativo all’eliminazione del brano SINCERO, del duo Morgan e Bugo, si parlerà nei prossimi decenni, più del finto pancione di Loredana Berté, dell’edizione 1986.

di Pasquale Di Matteo

Ci sono cantanti, musicisti, pittori, letterati, attori mediocri, mentre altri dotati di tecniche sopraffine, ma soltanto i geni riescono a calamitare su di sé tutta l’attenzione e le chiacchiere.

E se c’è un genio che verrà ricordato del Festival di Sanremo70 quello è senza dubbio Morgan.

Presentatosi all’Ariston in coppia con un perfetto sconosciuto, durante la serata di venerdì, l’istrionico leader dei Bluvertigo ha avuto l’idea geniale di modificare il testo della prima strofa del suo brano, intitolato SINCERO, rispondendo con toni piccati ad alcune frasi poco felici lanciategli da Bugo sui Social, durante la settimana sanremese.

Un teatrino che ha visto il compagno d’avventura interpretare il ruolo dell’offeso, finendo con l’abbandonare il palco prima di cominciare la sua strofa.

L’orchestra che si ferma, Morgan che si finge attonito, mentre un incredulo Amadeus tenta di capire cosa stia realmente accadendo, sono immagini che resteranno nella storia del Festival, come quelle del lontano 1986, che consacrarono Loredana Berté e il suo finto pancione.

Allora, si gridò allo scandalo e la sua casa discografica arrivò a minacciare di recedere dal contratto.

Perché, al di là delle chiacchiere, delle opinioni, dei fiumi di post sui Social, che sono i bar dello sport della Generazione Z e di tutti gli altri, l’Arte non è per tutti.

Le masse si scandalizzeranno per quel c… che ha cambiato il testo della canzone, lasciando a se stesso il povero Bugo.., perché in fondo, Morgan è sempre stato uno un po’ così.., uno che fa uso di droghe, un indebitato, un fallito…

Si sprecheranno le scemenze tra le masse, perché l’Arte non è per tutti.

Per comprendere l’Arte, innanzitutto è necessario comprendere che Arte significa COMUNICAZIONE, in secondo luogo, bisogna avere la capacità di andare oltre il gesto, oltre la tecnica e, soprattutto, oltre l’immagine.

Soffermarsi sulla scena, significa non comprendere la genialità del gesto, aumentato dalla teatralità di una finzione che, ovviamente, sarà sempre negata, per non ridurre l’impatto della performance.

Il brano di Morgan si chiama SINCERO e… Ancor di più, se davvero non c’era nessun copione e quella di Morgan è stata un’azione naturale della quale Bugo era all’oscuro, quale migliore interpretazione ci può essere della sincerità?

Come si può raccontare il significato di un pezzo che ha per titolo SINCERO, se non esternando sinceramente e senza inibizioni ciò che si vuole esprimere?

Un’interpretazione che merita un 10 pieno, completo, categorico, con tanto di lode, che non si dà certo a cuor leggero, perché solo i grandi lo meritano.

E Morgan ha dimostrato la sua grandezza, perché entra a far parte dell’olimpo della storia del Festival di Sanremo.

Perché essere artisti non significa vendere tanti dischi, tanti quadri o firmare e scattare vagonate di autografi e di selfie.

L’artista è tale quando capace di raccontare il suo tempo, comunicando il proprio messaggio in maniera dirompente, con coraggio, anche, e soprattutto, quando sai che ciò ti metterà contro tanti, forse tutti.

D’altronde, nessuno ricorda l’uomo più ricco di Amsterdam alla fine dell’ottocento, ma tutti conoscono Van Gogh, morto povero e con un’unica opera venduta in vita.

Allo stesso modo, come un Bansky della musica, Morgan riesce a focalizzare tutta l’attenzione su di sé, battendo lo spogliarello di Achille Lauro, le polemiche su Junior Kally, il litigio tra Tiziano Ferro e Fiorello e persino le tante lodi su una conduzione tra le migliori di sempre, se non la migliore in assoluto, e per il festival più esaustivo e rappresentativo del reale panorama della musica italiana contemporanea che si sia mai realizzato.

Tra venti, trenta, quarant’anni, qualunque altro gesto fuori dagli schemi sarà equiparato a quello che portò all’eliminazione di Morgan, nuovo parametro della genialità, che i mediocri, con la superficialità, unica virtù di cui possono fregiarsi, qualificheranno come l’ennesima buffonata, una cretinata, un gesto di cattivo gusto.., perché anche nella mediocrità si esaltano i più geniali.

Quando Fiorello, ironicamente, suggeriva ad Amadeus di decretare il vincitore la sera stessa, con un giorno d’anticipo, senza accorgersene, conferiva a Morgan lo scettro del vincitore assoluto di Sanremo70, uno di cui si sarebbe parlato esclusivamente nelle interviste di circostanza e il cui ricordo sarebbe rimasto legato all’inserimento nella lista dei partecipanti di questa edizione e che, invece, verrà ricordato da tutti, volenti o nolenti, per un gesto eclatante che sarà l’unico vero e nitido racconto di questo Sanremo nei prossimi decenni.

Ah… Il Sanremo in cui Morgan…

E, ora, quante visualizzazioni otterrà il brano, anche da parte di chi non avrebbe mai mostrato curiosità?

Qualcuno dirà che Morgan si è giocato la carriera, perché i mediocri non riescono ad andare oltre al dio denaro, al potere d’acquisto, al guadagno derivante dal far serate e dall’avere contratti, follower e tanti like.

Ora, al di là delle ipocrisie, tutti amano avere i soldi, ma l’artista, quello vero, ha un unico grande obiettivo, ovvero essere ricordato il più a lungo possibile, che poi corrisponde alla paura inversa di essere dimenticato.

Morgan, a differenza di tutti gli altri partecipanti di questa edizione, non solo resterà nella storia del Festival di Sanremo, ma si è consacrato tra i grandi artisti a livello internazionale, il Bansky della musica italiana e, quasi certamente, della musica mondiale.

Morgan dimostra come la sincerità non funzioni nel mondo finto in cui viviamo, in cui umiltà, arroganza, sincerità, fortuna, sfortuna, presunzione.., sono spesso termini utilizzati dai falliti, da quelli che non hanno il coraggio di andare contro gli schemi, di ribellarsi, di imporsi percorrendo strade diverse, perciò sono costretti a sminuire chi dimostra di saperlo fare.

Morgan, cantando un brano che si chiama SINCERO, cambia il testo per non essere falso, dicendo ciò che pensa realmente, ma la gente lo accuserà, lo sminuirà, dimostrando come l’artista non sia soltanto un cantautore eccellente, un musicista straordinario e completo, nonché istrionico personaggio, ma un artista, prima di tutto vero e SINCERO, appunto.

Nel mondo dell’immagine in cui viviamo, dove vincono sempre la superficialità dell’immagine e della falsità, per una volta, invece, trionfa la sincerità, pur nella sconfitta dell’eliminazione e nei fiumi di indecorosi epiteti e articoli negativi che ciò determinerà, perché, già tra qualche giorno, tutto ciò sarà solo un rumore di fondo che finirà nel dimenticatoio.

La sincerità di Morgan, al contrario, resterà indelebile nella storia per sempre.

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