LE METEORE DEL FESTIVAL DI SANREMO

LE METEORE DEL FESTIVAL DI SANREMO

Nella storia recente del Festival di Sanremo, sono tanti i protagonisti scomparsi dalla scena dopo aver solcato il palco dell’Ariston, portando con sé sogni, speranze e anche qualche rammarico; con questo articolo, ne ricordiamo alcuni.

di Pasquale Di Matteo

Negli ultimi trent’anni, sono molti gli artisti che si sono succeduti sul palco dell’Ariston, portando la musica italiana nel nuovo millennio, ma tanti, soprattutto tra le nuove proposte, sono spariti dopo aver raggiunto la notorietà durante la settimana festivaliera.

Nel Sanremo del 1990, tenne banco la sfida tra le giovani proposte, vinta all’ultimo voto da Marco Masini su Franco Fasano.

Mentre il cantautore toscano è ormai un’icona di un genere impegnato, spesso a tinte forti, e ha saputo ritagliarsi una nicchia di affezionati, Fasano è scomparso dalle scene.

E sì che si trattava di un autore capace di scrivere pezzi importanti, tra i quali si ricordano: MI MANCHI, per Fausto Leali; TI LASCERÓ, canzone vincitrice dell’edizione del Festival del 1989, interpretata da Fausto Leali e Anna Oxa, per i quali scrisse anche il brano con cui la coppia rappresentò l’Italia all’Eurofestival dello stesso anno, AVREI VOLUTO, nonché DA FRATELLO A FRATELLO, pezzo contro il razzismo che fu un successo e che Fasano interpretò insieme allo stesso duo.

Nel 1991, è la volta di Paolo Vallesi, cantautore dotato di una voce graffiante e dalla penna interessante, ma, complice uno stile che lo riconduceva prepotentemente alle sonorità e ai temi di Marco Masini, dopo il successo del pezzo LE PERSONE INUTILI, con cui trionferà tra le giovani proposte proprio nel 1991, e del brano LA FORZA DELLA VITA, che gli garantirà il terzo posto tra i Big l’anno successivo, Vallesi non è riuscito a ritagliarsi una posizione di primo piano nel panorama musicale italiano.

Nel 1992, tra le nuove proposte si presentavano due grandi interpreti: Irene Fargo e Rita Forte; sebbene non siano scomparse dalle scene, entrambe non sono riuscite ad affermarsi come le voci e la classe avrebbero meritato.

In quello stesso anno, viene presentato anche il brano BRUTTA, che diventerà un tormentone dell’epoca, ma che non farà mai decollare la carriera di Alessandro Canino.

Nel 1992 e nel 1993, si presenta tra le nuove proposte Bracco di Graci, già vincitore di Castrocaro e raffinato autore di GUARDIA O LADRO, il suo brano più famoso, ma anch’egli non troverà fortuna, nonostante l’elevata qualità dei testi e sebbene continui a comporre brani, anche per artisti importanti della musica nostrana, come Gianni Morandi.

Nel 1994, invece, sale sul palco Valeria Visconti, interprete straordinaria, dotata di una voce potente e suggestiva, dalla grande estensione vocale, che avrebbe certamente meritato spazi ben più importanti nel mondo della musica italiana.

E come dimenticare Aleandro Baldi, trionfatore di quell’edizione, con PASSERÀ, e uno dei pochi artisti capaci di vincere sia nelle nuove proposte, sia tra i big, prima di scivolare inesorabilmente nel dimenticatoio.

L’edizione del 1995, invece, fu ricca di artisti che avrebbero meritato maggior successo, a cominciare dalla stessa Valeria Visconti, che si ripresenterà tra i Big; degli altri i più meritevoli sono: Danilo Amerio e Lighea.

Amerio, ancora oggi, è un apprezzato autore, nonché produttore musicale, con collaborazioni importanti in carriera, ma la sua voce graffiante e la sua penna romantica avrebbero meritato miglior sorte individuale, così come la bella voce di Lighea.

Tuttavia, quando si pensa alle meteore nel mondo della musica, un posto in prima fila va certamente lasciato ai Jalisse, duo che trionfò al Festival di Sanremo 1997, grazie alla timbrica cristallina della cantante solista e a un pezzo piacevole e coinvolgente, confezionato ad arte per restare in testa dopo il primo ascolto, macchiato soltanto dalla somiglianza strutturale a un vecchio successo dei Roxette che qualcuno cavalcò, fino a parlare di plagio, in maniera assai superficiale e con evidenti lacune di cultura musicale.

In quello stesso anno, esplose la personalità di Silvia Salemi, che ebbe un ottimo successo con il brano A CASA DI LUCA, che resterà anche il suo unico pezzo famoso.

Esilarante il siparietto con Mike Bongiorno che, nel presentarla, s’incaponì a sostenere che il titolo fosse a A Casa di Lucia, perché così era scritto sulla sua scaletta.

Il 1998 vede una delle più brillanti meteore della storia, Lisa, terza classificata con un capolavoro della musica romantica, SEMPRE, stupenda canzone della tradizione classica con la quale la giovane cantante mostra le sue ottime doti canore, anche se gli altri brani dell’album d’esordio non saranno all’altezza del pezzo sanremese.

Tuttavia, l’artista giungerà a un grande successo in Francia, per poi sparire dalle scene a causa di un grave tumore al cervello, che la costringerà a uscire dal giro.

Per fortuna, sconfitta la malattia, Lisa è tornata a solcare le scene e ha vinto la prima edizione del programma Ora o Mai Più, nel 2018.

Il nuovo millennio si apre con l’avvento di alcuni artisti interessanti al Festival, come: Moltheni, che oggi utilizza il suo nome, Umberto Maria Giardini; il gruppo dei B.A.U.; Marjorie Biondo, che oggi utilizza il nome d’arte Maitri ed è cognata di Rosario Fiorello: sua sorella Susanna Biondo, infatti, è la moglie di Fiorello.

La cantante, portò a Sanremo 2000 il raffinato brano LE MARGHERITE, forse troppo avanti nelle sue suggestioni sonore, non comprese allora, ma che oggi sono molto apprezzate nello stile di raffinate quanto famose interpreti della musica internazionale, come Birdy e Fleurie.

Inutile ricordarlo, nonostante il Festival di Sanremo sia da sempre oggetto di diatribe tra chi lo ritiene un carrozzone inutile e dispendioso e chi lo ricorda come traino di una buona fetta dell’economia italiana, è fuori discussione il fatto che avere l’opportunità di esibirsi sul palco del teatro Ariston durante la settimana del festival sia un’opportunità unica.

Tuttavia, come la storia dimostra, bisogna anche trovarsi nelle condizioni di portare il pezzo giusto per il proprio tempo, con un’identità originale in grado di stimolare l’interesse del pubblico.

Insomma, vale sempre il famoso detto: Essere al posto giusto, nel momento giusto.

Questa settimana, si aprono ufficialmente gli anni venti del Festival di Sanremo.

A tutti gli artisti che saliranno sul palco, l’augurio di aver scelto il giusto tempo, per non essere mai dimenticati.

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