ESISTE UNA DOMANDA DI OPERE D’ARTE?

Esiste una domanda di opere d’Arte?

Molti pittori cercano una promozione esagerata, ammalandosi per like e follower, spendendo talvolta molto di più in pubblicità rispetto alle mostre. Ma esiste una domanda di opere d’Arte?

di Pasquale Di Matteo

Ci sono tanti guru che propongono ai pittori di spendere molto in pubblicità sul web, poiché, a loro dire, sarebbe indispensabile avere tanti follower da portare poi fisicamente alle mostre.

Sulla carta, tale teoria ha un fondamento logico, ma in pratica è utopia: innanzitutto, a meno che il pittore non punti ad affermarsi come opinionista o politico, avere un ampio consenso è un risultato inutile, in secondo luogo, nessun seguace che abiti a mille chilometri di distanza verrà mai a una vostra mostra, se non nella sua zona, riducendo, di fatto, i tanti follower a poche decine a ogni evento.

Lavorare sul consenso, infatti, è fondamentale per chi voglia alimentare il proprio brand all’interno di un contesto in cui esiste una continua domanda: il politico, per esempio, propone il pensiero personale a un pubblico sempre più ampio, poiché, prima o poi, ci saranno delle elezioni in cui si metterà in gioco; l’imprenditore di successo vorrà affermarsi per dare maggior credito ai prodotti della sua azienda; l’opinionista farà altrettanto perché, allargando il bacino del suo seguito, potrà accreditasi più facilmente ai network più prestigiosi.

Tutti ambiti in cui esiste una domanda vera, reale e costante nel tempo.

Inoltre, spendere per avere tanto seguito presuppone che poi siate disposti a scrivere, argomentare, postare ogni giorno, più volte, in orari diversi, parlando di Arte, altrimenti, che senso ha avere tanto seguito? Sarebbe un po’ come riempire uno stadio per un concerto e poi non avere nemmeno una canzone da far ascoltare.

Ma esiste una domanda di opere d’Arte?

La risposta, purtroppo, è no, non esiste una domanda di opere d’Arte.

L’idea che ci siano flotte di persone da intercettare, desiderose di acquistare quadri, è fuori da ogni logica, poiché, se tale teoria poteva avere un senso fino a trent’anni fa, oggi è priva di fondamento.

Negli anni ottanta, i pittori riuscivano a registrare alti numeri di vendite perché erano in molti in cerca di un quadro da appendere alle pareti di casa.

Oggi, non è molto diverso, tuttavia, la quasi totalità delle persone si rivolge alla grande distribuzione, acquistando stampe a basso costo, che, se è vero che non hanno alcun valore, almeno costano poco e permettono di arredare tutta la casa con quanto si spenderebbe per due opere di un artista alle prime armi.

Perciò, non esistendo una domanda di opere d’Arte, è inutile spendere più del necessario in profilazione sul web.

Ciò, tuttavia, non significa che il pittore non debba usare i Social o non avere un sito, ma soltanto che non serve buttare via migliaia di euro annui per gestirli.

Spendendo molto meno, l’ideale è concentrarsi sulle cose davvero importanti: un profilo in Facebook, Instagram, Linkedin e un sito.

Partendo da quest’ultimo, senza troppi giri di parole, è il meno importante: il sito, infatti, aveva molto più senso quando rappresentava l’identità di un brand, cosa che oggi è affidata in maniera più efficace ai Social, perciò l’utilità fondamentale di un sito è soltanto quella di potervi mettere l’indirizzo sul biglietto da visita, facendo in modo che, cercandovi, ci sia qualcosa che vi rappresenti in qualità di pittori.

Ovviamente, non prendo nemmeno in considerazione l’idea di un sito gratuito, perché, piuttosto di segnalare un dominio gratis sul biglietto da visita, meglio non averne; almeno non darete l’impressione di essere dei dilettanti.

Il web è pieno di piattaforme che vi consentono di avere un sito con dominio professionale a meno di cento euro all’anno; io consiglio WordPress, che permette di fare praticamente ogni cosa, a quel prezzo, proponendo anche una buona offerta di template già confezionati per l’uso immediato, per dare al vostro sito l’immagine che più vi aggrada.

Altro consiglio è quello di puntare sul blog, perché il classico sito cartolina del secolo scorso non interessa più a nessuno.

Un pittore, d’altro canto, non è un politico, perciò propongo di creare un sito che sia una via di mezzo: una home, in cui inserire il vostro curriculum artistico; una galleria delle vostre opere; una pagina degli eventi; una pagina di discussione, in cui scrivere articoli o pubblicare quelli che farete scrivere ad altri per voi, in merito ai vostri lavori e alla vostra visione dell’arte.

Per gestire un sito, bastano un articolo al mese e aggiornare di tanto in tanto le opere e il curriculum, in modo tale che, quando consegnerete biglietti da visita e cataloghi con il vostro indirizzo, le persone possano vedere chi siete in quel momento e non chi eravate due anni prima.

Della lista dei profili indispensabili per il pittore, non può mancare Instagram, il Social delle immagini per eccellenza.

Tuttavia, sfatiamo subito un assunto che non ha alcuna importanza per un pittore: non è vero che è fondamentale avere tanti cuoricini rossi! Non è vero che è fondamentale avere tanti cuoricini rossi! Non è vero che è fondamentale avere tanti cuoricini rossi!

Se volete, ripetetelo ancora.

Ovviamente, le agenzie che si occupano di profilazione social devono sostenere il contrario, altrimenti non avrebbero più clienti, ma resta il fatto che un pittore non è un politico, tanto meno una showgirl, perciò non deve interessarvi il like dello studente, del panettiere o della moglie dell’idraulico, ma solo essere stati visti, giorno dopo giorno, dalle gallerie di tutto il mondo, dai curatori, dai critici e dai collezionisti, tutte persone che difficilmente mettono like o cuoricini.

Ciò che è fondamentale per il pittore, è mostrare le proprie opere, le foto degli eventi, gli attestati; insomma, tutto quanto è legato alla sua sfera artistica, a quante più persone possibili, ma sempre e solo all’interno della cerchia d’interesse.

Spendere dei soldi per nutrire il vostro ego, gongolandovi per le centinaia di cuoricini rossi, non porterà a vendere quadri, tanto meno a farvi diventare famosi, a meno che non spendiate decine di migliaia di euro all’anno.

Ma, anche nell’eventualità che voi foste milionari, sarebbe molto meglio spendere nell’affitto di un museo importante e richiamare stampa e TV a New York, a Tokio o a Singapore.

In Instagram è fondamentale mostrarvi all’interno degli hastag relativi al vostro settore, facendo ricerche periodiche delle nicchie più importanti in cui infilarvi e… Sì, ho parlato di nicchie, che è il contrario di masse!!!

Veniamo a Facebook, il più importante in assoluto.

Questo Social consente di postare foto, articoli, pensieri, una versatilità che può dare un’immagine esaustiva di voi, delle vostre opere e della vostra cultura artistica, nonché del vostro messaggio, quest’ultimo, l’elemento indispensabile per elevarsi da pittore ad artista.

E’ vero, si tratta di un Social in cui c’è una larga fetta di persone che postano il nulla, banalità amene e sciocchezze, ma Facebook è come l’offerta TV, perché, in mezzo a una lista infinita di canali che offrono cose che non vi interessano, c’è sempre qualcosa che attiri la vostra attenzione.

Inoltre, Facebook vi consente di aprire una pagina personale professionale, da poter gestire un po’ come un sito, anche se non va mai inserito il link di una pagina Facebook su un biglietto da visita!!!

Tuttavia, mentre nel profilo personale potrete postare anche le foto della vacanza, nella pagina metterete soltanto quanto concerne la vostra arte.

Linkedin è il più professionale di tutti, ma, proprio per questo, non è da prendere con leggerezza: innanzitutto, Linkedin non ha alcuna utilità se non avrete almeno 500 seguaci, ma è altrettanto fondamentale che questi non siano il panettiere sotto casa o l’amico d’infanzia, tanto meno genitori e fratelli, che, per carità, ci stanno, ma dovrete puntare a costruire una rete di relazione ampia e focalizzata sul vostro tema d’interesse, cioè l’arte.

Perciò, in Linkedin dovrete stringere relazioni con altri artisti, con galleristi, giornalisti, curatori, critici, storici dell’arte e direttori di musei o di fondazioni.

Inutile cercare il tal cantante famoso, a meno che non sia lui a chiedervi il contatto, il sindaco del vostro paesello o chiunque non abbia riferimenti con l’Arte.

Altra cosa fondamentale è quella di scegliere la stessa foto per tutti i vostri Social, un’immagine seria, senza gattini, cagnolini o cappellini di Babbo Natale, insomma.

Eviterei i selfie con personaggi famosi, critici, storici o altro, poiché tutti sanno che basta pagare per avere un’inaugurazione di Sgarbi o per entrare nel catalogo prestigioso.

Ormai, non voglio affermare di essere l’unico in Italia a fare selezione, lavorando esclusivamente a numero chiuso, ma… Altri non ne conosco e sarei ben felice di dovermi ricredere in merito al fatto di essere l’unico.

Detto ciò, un pittore che voglia avere la possibilità di vendere e di essere notato dai collezionisti, deve investire su se stesso, al di là del tempo speso per i Social e nella gestione del sito.

Anche in questo caso, a meno che non siate ricchi, meglio puntare su sei, sette, massimo dieci, eventi all’anno, ma di pregio: una o due personali e qualche collettiva, puntando sempre su eventi a numero chiuso (max 30 partecipanti) e su luoghi di prestigio, quali le città più importanti, dando la precedenza a Roma, Firenze e Milano.

D’altronde, quando pensate all’arte negli Usa, immaginate New York, Miami e Los Angeles; se pensate alla Francia, vi viene in mente Parigi, così come in Italia, Roma, Firenze e Milano.

Insomma, una domanda di opere d’Arte non esiste, non con numeri vertiginosi, tuttavia, esistono nicchie di collezionisti, in tutto il mondo, interessati ai lavori di artisti quotati, poiché consci della forte possibilità di speculare nel campo.

Persino i famosi milionari statunitensi, che in passato facevano la fortuna di artisti sconosciuti del calibro di Basquiat, sponsorizzandone produzione artistica, mostre e contatti, fino a quotarlo nelle aste più prestigiose, oggi non si interessano più di un artista fino a quando quello non venga battuto almeno un milione di dollari a un’asta.

Il problema per l’artista è diventato quello di farsi quotare un milione di dollari.

Perciò, diventa fondamentale investire saggiamente su se stessi, senza cercare di forzare il tempo, acquistando inutili follower, o spendendo in pubblicità.

Molto meglio focalizzare l’attenzione su eventi importanti, nei luoghi più prestigiosi, magari con un Critico d’Arte attivo.

Sconsiglio anche di gettare via migliaia di euro per recensioni e presentazioni di addetti ai lavori molto famosi: nel tempo ne ho conosciuti di pittori che hanno speso dai quattromila ai dodicimila per l’intervento di personaggi noti, ma i risultati sono stati sempre piuttosto scadenti.

Non perché non serva farsi recensire da una persona nota, ma perché non ha alcun senso farlo una volta nella vita, perché anche i bambini sanno che basta pagare e si possono avere gli Sgarbi o i Daverio di turno, mentre averli da lì in avanti, in ogni personale, in ogni parte d’Italia e del mondo, cambia.

In conclusione, non esiste una domanda massiccia di opere d’Arte, ma ogni pittore che abbia le qualità per elevarsi al livello di artista, ovvero chiunque riesca a esprimere messaggi, concetti profondi, chiunque abbia stile e una personalità intrigante, può ambire a farsi notare dai grandi collezionisti.

Certamente non è affare per chi ha fretta e per chi è amante del gratis, poiché nessun collezionista degno di nota andrà mai a un evento in cui espongono tutti.

Se poi siete tentati dall’idea di formare gruppi di artisti e di fare eventi, beh, o siete in grado di farli in luoghi di prestigio, di richiamare audience importante, stampa e critici in grado di valorizzarvi, oppure siete morti ancor prima di cominciare; nessun attore del mondo dell’arte di serie prenderà mai in considerazione brancaleoni, associazioni o gruppi isolati in luoghi insignificanti.

Lo so, è brutale, ma non mi piace raccontare le favole e ho già visto troppi artisti convinti di risparmiare tempo e denaro costretti a tornare indietro con tanti rimpianti.

Perciò, pochi eventi annui, ma di prestigio e con chi vi garantisca il massimo della visibilità (chiunque non lavori con altre centinaia di pittori, insomma); una buona e giusta esposizione mediatica, con una profilazione social sufficientemente pertinente, che vi qualifichi esclusivamente come artisti; tanta pazienza.

Una domanda di opere d’Arte non esiste, ma nicchie che ne cerchino sì.

Lavorate efficacemente per entrarvi.

E ricordate che la Storia dell’Arte non racconta di pittori ricchi e famosi in vita, tranne qualche rara eccezione, ma di persone convinte del proprio percorso, spesso costrette a riutilizzare più volte la stessa tela perché senza soldi.

Se partite solo con l’idea di guadagnare in un’attività, l’Arte non fa al caso vostro.

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