ZHANG XIAOGANG

ZHANG XIAOGANG

Zhang Xiaogang è uno degli artisti più rappresentativi della Cina, tanto da vantare lunghe liste di attesa per acquistare una sua opera; figlio della Rivoluzione Culturale e filosofo del suo tempo.

di Pasquale Di Matteo

ZHANG XIAOGANG: LA VITA

Zhang Xiaogang nasce a Kunming, nella provincia di Yunnan, nel 1958, da una famiglia di funzionari governativi.

Quando ha solo otto anni, scoppia la Rivoluzione Culturale, motivo per il quale i genitori vengono mandati in campagna, per essere rieducati, mentre il piccolo Zhang è affidato alle cure di una zia, con i tre fratelli.

Anch’egli, nel 1976, sarà mandato in fattoria per essere rieducato.

Fin da bambino, Zhang passa il suo tempo disegnando e dipingendo, sia per la passione che sente pulsare dentro, sia perché spinto all’attività artistica dalla madre, convinta che così non sarebbe stato impegnato in qualcosa di negativo che potesse metterlo nei guai.

Zhang Xiaogang studia pittura a olio all’Accademia di Belle Arti di Sichuan e disegna scenografia e costumi per qualche tempo, prima di crollare per una grave depressione, che lo trasforma in un alcolista.

Tuttavia, proprio durante un ricovero ospedaliero del 1984, dovuto all’abuso di alcol, Zhang ha l’ispirazione per la serie di dipinti DIALOGUE WITH DEATH, con i quali otterrà una certa notorietà.

Surrealista e Simbolista moderno, dal 1985 è ispiratore di movimenti artistici che esplorano il comportamento dell’individuo all’interno della comunità cinese, e, dopo una serie di viaggi all’estero, nel 1993, inizia a dipingere la serie BLOODLINE, ispirata ai ritratti di famiglia.

La sua prima Personale è del 1989, presso l’Accademia di Belle Arti di Sichuan, ma, fino al 1997, farà molta fatica a esporre poiché le sue opere vengono ritenute politicamente scorrette.

ZHANG XIAOGANG: BLOODLINE

Con la serie BLOODLINE, Zhang dà voce a scene del periodo relativo alla Rivoluzione Culturale, con opere di stampo fotografico, ma che rifuggono dal realismo e dall’iperrealismo per mezzo di cromie improbabili e di un messaggio poetico di forte impatto.

pasquale di matteo e xiaogang zhang
Opere di proprietà del Web

Nell’arte di Zhang, vi è il riflesso della sua analisi della società cinese, dell’esasperazione della collettività, dell’individuo relazionato agli altri attraverso l’importanza fondamentale dei ruoli, dei nuclei familiari che, a loro volta, formano la grande famiglia della collettività, da cui, tuttavia, nessuno è libero di evadere o di venir meno al proprio ruolo assegnato fin dalla nascita.

Sono proprio le fotografie scattate durante gli sconvolgimenti politici degli anni della Rivoluzione ad attirare l’attenzione di Zhang, che declina nelle sue opere la tetra realtà di quel periodo, con i volti a dar luogo a immagini cupe, tristi, in scale di grigio che collocano quelle espressioni in un’epoca molto più lontana di quella reale, quasi a volerla confinare in un cassetto dei ricordi da chiudere a chiave.

In questa serie, l’elemento focale è caratterizzato da un effetto cromatico che stona nel contesto della monocromia, a voler rimarcare l’individualità repressa dal conformismo di una società in cui ciascuno è obbligato a uniformarsi ai bisogni della collettività esclusivamente recitando il ruolo attribuito.

pasquale di matteo zhang
Opera di proprietà del Web

Il disagio suscitato da queste macchie di colore che sembrano una stonatura, permette di comprendere il prezzo pagato dall’individuo, costretto a sopprimere emozioni, necessità, ambizioni e sensazioni in virtù della collettività.

Queste macchie, a volte rosse, altre gialle, sono alterazioni della pelle, voglie, metafore del deterioramento dell’individuo e della libera espressione di ciascuno.

In alcune opere della serie, alcuni bambini sono dipinti con i genitali in vista, gialli, come il loro viso, mentre gli altri personaggi restano appiattiti sul grigiore del tema.

La figura del bambino, con i genitali scoperti, rappresenta il senso di vulnerabilità dell’individuo, soffocato nella sua libertà di espressione umana, così come le macchie di colore, che spuntano su altri personaggi, sono vagiti di ribellione non abbastanza maturi da trasformarsi in concreto rifiuto, di liberazione da quanto imposto.

Opere che assumono volutamente i connotati della fotografia, pur manifestando l’impronta pittorica, perché Zhang desidera rappresentare la labilità dei rapporti umani e dei legami in una società in cui l’individualità è azzerata dai ruoli imposti dalla collettività.

L’artista, tuttavia, è solito tracciare sottili fili rossi con i quali lega le figure tra loro, come linee di sangue, parentele e discendenze.

Zhang Xiaogang è oggi uno degli artisti più rappresentativi e ricercati dell’arte contemporanea cinese, maestro la cui raffinatezza espressiva è riconosciuta in tutto il mondo.

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