PAUL GAUGUIN: TRA SIMBOLISMO E PRIMITIVISMO

Paul Gauguin; tra Simbolismo e Primitivismo

Paul Gauguin è noto a molti per la sua amicizia burrascosa con Vincent Van Gogh, che sfociò nel violento litigio in cui quest’ultimo si ferì a un orecchio, ma il pittore francese è stato, prima di ogni altra cosa, un innovatore del mondo della pittura, nonché attento analista del suo tempo.

di Pasquale Di Matteo

1886.

Mentre Jean Moréas scriveva un articolo su Le Figaro, intitolato Le Symbolisme, Paul Gauguin si trasferiva nell’incontaminato paesino rurale di Pont-Aven, in Bretagna, convinto che la Parigi del suo tempo fosse corrotta dal materialismo.

IL SIMBOLISMO

Il Simbolismo fu un movimento pittorico che emerse durante gli ultimi due decenni del diciannovesimo secolo, in reazione all’endemico interesse per il materialismo e per lo sviluppo tecnologico.

I Simbolisti focalizzavano l’attenzione sui sentimenti, rifiutando naturalismo e realismo, convinti del fatto che il colore dovesse essere comunicativo, descrittivo, ponendo l’accento sulla soggettività dell’arte e sull’importanza dei sentimenti come afflato dell’artista.

Perciò, per i Simbolisti, erano più importanti l’immaginazione, i sentimenti e il mondo interiore, in netta contrapposizione con la realtà esterna e tangibile.

Con l’avvento del Simbolismo, i colori si fecero personali, rielaborati in cromie che nascevano dalla fantasia dell’artista, il quale reinterpretava la scena, andando oltre il senso visivo, proprio per alterare la realtà.

Tra i più attivi protagonisti riconducibili al Simbolismo si ricordano: Emile Bernard, Paul Sérusier e Paul Gauguin.

TRA SIMBOLISMO E SINTETISMO

Paul Gauguin si distinse, partendo dal Simbolismo, per la sua sintesi tra natura ed esperienza, un’astratta miscela di ambiente, eventi, rielaborazioni, sentimenti e fantasia, convinto che la pittura dovesse nascere dal cuore e non dall’intelletto.

Nacque così il Sintetismo, movimento per il quale l’emozione era più significativa della realtà, i cui protagonisti erano per lo più persone umili, mentre i Simbolisti focalizzavano l’attenzione su emozioni in chiave pessimista, quali: la malinconia, lo sconforto, la frustrazione e la disperazione.

Le tematiche più gettonate ricreavano scene di sogni, di incubi, o attingevano alla fede, per lo più per trattare della morte.

All’interno del movimento simbolista si distinsero molte anime, con stili e approcci differenti, abbracciando artisti più ancorati al dettaglio e al particolare, così come chi prediligeva pennellate raffinate, o, ancora, chi dava più spazio all’essenza, manifestando una semplicità cruda, quando non addirittura infantile.

Tra questi vari gruppi, sorti all’interno del movimento simbolista, uno dei più importanti fu quello di Nabis, attivo nell’ultima decade del diciannovesimo secolo, la cui anima fu Sérusier.

Questo gruppo si caratterizzò per i colori piatti, la semplicità delle figure e del senso del disegno, nonché per i profili marcati, tutte caratteristiche che tradivano l’influenza delle stampe giapponesi contemporanee e dell’Art Nouveau.

PAUL GAUGUIN, PERENNEMENTE IN VIAGGIO

Fu in tale contesto che Paul Gauguin visse ed espresse la propria arte, perennemente insoddisfatto del suo tempo, del progresso e del materialismo, stato d’animo che lo condusse a esplorare altre parti del mondo, alla ricerca di una nuova espressione artistica, di uno stile personale, e, forse, anche alla ricerca di un nuovo mondo.

PASQUALE DI MATTEO SU GAUGUIN
ALCUNE OPERE DI GAUGUIN

Nato in Francia, Gauguin trascorse gran parte dell’infanzia a Lima, in Perù, fino all’età di diciassette anni, e, fino ai ventidue, restò in mare, arruolato come cadetto della Marina francese.

Fece ritorno a Parigi soltanto nel 1871, quando trovò discreta fortuna come agente di borsa.

Sposata Mette Sophie Gad, ragazza danese dalla quale ebbe cinque figli, condusse una vita agiata per alcuni anni,prima che un crollo finanziario lo lasciò privo di impiego, nel 1883; il turbolento periodo economico che ne seguì fu uno sconquasso per gli equilibri familiari, tanto che la moglie ritornò dalla famiglia di origine.

In un primo tempo, Gauguin si trasferì in Danimarca, per starle accanto, prima di ritornare in Francia per seguire i propri risvolti artistici, fino a che, con il passare del tempo, i rapporti tra i coniugi non divennero soltanto di tipo epistolare.

Dopo un breve periodo a Parigi, l’artista si trasferì in Bretagna, a Pont-Aven, dove restò per alcuni anni, intervallati, comunque, da viaggi in diversi luoghi, come Panama e Tahiti, prima di morire nelle Isole Marchesi, nel 1903.

PAUL GAUGUIN, L’ARTISTA

Come abbiamo visto, Gauguin visse anni caratterizzati da mutamenti e sconvolgimenti che stavano cambiando il mondo; dall’era dei regionalismi e del primato della vita rurale, la fine del secolo stava sfociando in quella dell’industrializzazione e del progresso, che avrebbero allontanato sempre di più l’uomo dalla campagna per cercare fortuna in città.

Come buona parte dei pittori del suo tempo, anche Gauguin partì dalle posizioni degli Impressionisti, ma la sua insoddisfazione, il forte desiderio di evasione, persino di abiura, nei confronti dei mutamenti sociali che il progresso stava permettendo, lo condussero a cercare altre vie, fino a percorrere strade non ancora battute, divenendo spunto per diverse correnti, come per il gruppo Fauves, per esempio.

Infatti, il suo utilizzo di colori forti e intensi, stesi a formare ampie zone piatte, nonché  la spiritualità estroflessa dalle sue immagini, furono fonte di ispirazione per molti e caratterizzarono diverse correnti, prime fra tutte Simbolismo e Sintetismo.

Infatuato dei lavori di pittori giapponesi del calibro di Katsushika Hokusai e di Utagawa Hiroshige, Paul Gauguin prese spesso spunto dall’arte dell’Estremo Oriente, caratterizzata dall’essenzialità dei tratti e delle prospettive.

Gauguin sperimentò temi innovativi, sciorinandoli attraverso forme e profili semplici, distorsioni cromatiche, inserendovi codici simbolici, creando opere che ribaltavano il concetto di prospettiva lineare, le regole del realismo, fino a oltraggiare quanto riconducibile al mero senso visivo.

Non a caso, Gauguin fu uno dei primi maestri del Primitivismo, impegnato per gran parte della sua vita a sperimentare miscele di tecniche acquisite e di visioni esterofile, esotiche e tribali.

Paul Gauguin influenzò fortemente anche gli Espressionisti tedeschi, sia sotto il profilo stilistico, sia sotto quello più prettamente tematico e filosofico.

Paul Gauguin mise in luce la genuinità perduta dell’essere umano attraverso persone umili immortalate durante i suoi viaggi, quando gli incontri in quei nuovi mondi gli fecero scoprire la purezza morale e naturale delle popolazioni indigene.

PAUL GAUGUIN, LA VISIONE DOPO IL SERMONE

Una delle opere che meglio sintetizza l’arte di Paul Gauguin è senza dubbio La Visione dopo il Sermone, del 1888, lavoro in cui si notano tinte cupe ad abbigliare le donne in primo piano, potente metafora della negatività della realtà, separata da un tronco d’albero dal mondo onirico, dalla visione, in cui le cromie sono decisamente più vivaci, con i colori stesi in ampie aree piatte.

La scena raffigura un gruppo di donne bretoni raccolte in preghiera, dopo aver ascoltato un sermone sulla notte in cui Giacobbe lottò con un angelo misterioso, passo della Bibbia tratto dal libro della Genesi.

Le figurazioni sono semplificate, con lineamenti appena modellati e tratti dai profili scuri.

Singolare la sottile luce che contorna la parte superiore del tronco, come se l’immagine onirica fosse una luce in grado di illuminare la triste realtà, così come fanno riflettere le labbra vermiglio della donna con le mani giunte, in primo piano, che  riprendono il colore dello sfondo, quasi l’artista intendesse rafforzare il suo auspicio di cambiamento del reale, individuando proprio nel sogno e nell’immaginazione il verbo da seguire.

La drammaticità della scena e i colori audaci, nonché la semplicità stilistica di tratti, forme, prospettive e profondità, unitamente alla raffigurazione di persone umili, rappresentano un taglio con il passato, sotto il profilo artistico, e un potente messaggio metaforico, con il quale Gauguin auspicava un  ricongiungimento dell’uomo all’intimità e alla spiritualità.

Paul Gauguin fu indubbiamente un innovatore di stili, ma, prima di ogni altra cosa, fu un pensatore, capace di attingere a piene mani dalla parte più aulica dell’anima, per raccontare il suo tempo, utilizzando il linguaggio delle emozioni e dei sentimenti, grazie al quale riscrisse le regole cromatiche della sua epoca e influenzò moltissimi colleghi nei decenni successivi.

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