LE ARTISTE DEL CAMPIDOGLIO: PETRUSKA MERISIO

Le artiste del Campidoglio: Petruska Merisio

Il 29 ottobre 2019, Petruska Merisio è stata presentata dal Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, presso la Sala Protomoteca del Campidoglio, a Roma.

di Pasquale Di Matteo

Durate l’evento istituzionale, COLORI DI PACE, interscambio culturale tra Sri Lanka e Italia, il Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, ha potuto presentare nove artiste, selezionate tra i tantissimi che sgomitano per arrivare in una sala prestigiosissima, qual è quella della Protomoteca del Campidoglio, dove furono siglati i Trattati di Roma, nel 1957.

Una sala istituzionale di livello eccelso, in cui non si fa esporre chiunque, ma dove Petruska Merisio ha potuto mostrarsi agli occhi delle centinaia di ospiti, italiani e delle delegazioni estere.

 

Peteuska Merisio è un’artista informale, caratterizzata da labirinti geometrici e scacchiere che si inseguono, intrecciandosi in elaborati meccanismi che somigliano ai saliscendi delle gigantografie cerebrali.

Linee curve e spirali si intersecano, sovrapponendo colori e dettagli geometrici, in una catarsi che trascende la mera necessità di esprimere ciò che ha dentro, perché quella della Merisio è una pittura viscerale, ma meditativa, la cui peculiarità si ritrova nei toni di blu posti quasi sempre al centro delle sue scene oniriche.

Una meditazione attraverso cui sviscerare, non soltanto il presente e il vivere quotidiano, ma anche una parte del suo vissuto passato che non le piace.

Allora, i bianchi diventano le pagine vergini da riempire, il punto di origine da cui ripartire, a testa alta e con tanta voglia di cambiamento nel cuore.

 

Le opere della Merisio sono labirinti in cui perdersi, liberandosi di ogni remora e di qualsiasi controllo, per raggiungere i meandri più reconditi del proprio inconscio, attraverso un viaggio emozionale capace di metterci a nudo, cosa non facile in un mondo odierno, in cui le mode pretendono uomini dall’immagine perfetta, che non possono perdere tempo con gli scherzi dell’anima.

La Merisio ribalta il concetto di gravità generando mondi onirici in cui la geometria e il pensiero sono liquefatti, per essere rielaborati in ambiti nuovi e differenti.

 

La metafora del pensiero liquido, che scivola attraverso le pareti a spirale dei labirinti, rappresenta, da un lato l’instabilità del sentirsi inadeguati, situazione spiacevole a cui la società del progresso costringe moltissimi individui, dall’altro, la liquidità del pensiero ha anche una connotazione positiva, perché la Merisio ci spiega come essere fissi, immobili, significhi non cambiare idea e non essere disposti ad aprirci al cambiamento, soprattutto quando il presente non soddisfa.

E proprio desiderio di cambiamento, speranza e meditazione sono i concetti espressi in maniera prevalente nell’arte della pittrice bergamasca.

Indubbiamente, anche Petruska Merisio è un’artista la cui raffinatezza stilistica la condurrà verso traguardi sempre più prestigiosi.

 

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