LA SUGGESTIONE DELLA GIOCONDA

La suggestione della Gioconda

Il dipinto della Gioconda, datato intorno al 1503, è certamente il più famoso dell’intera storia dell’arte e, a distanza di secoli, nasconde ancora misteri che ne alimentano il fascino.

di Pasquale Di Matteo

Secondo il Vasari, il dipinto della Gioconda raffigurerebbe monna Lisa Gherardini, una dama fiorentina coniugata con il mercante Francesco del Giocondo, anche se non è mai risultato chiaro per quale motivo Leonardo non consegnò mai il lavoro a chi glielo aveva commissionato.

Infatti, il grande genio vi lavorerà per circa dieci anni, portandosi in giro la tela in tutti i suoi viaggi.

La donna risulta rialzata, rispetto allo sfondo, lontano e dipinto a volo d’uccello, inoltre, è seduta, colta in una situazione di particolare movimento, in cui molti elementi contribuiscono  a renderla enigmatica.

Innanzitutto, a differenza di quanto proposto dalla produzione classico rinascimentale, la figura non è immortalata frontalmente, ma la testa, le braccia e il busto ruotano a diverse gradazioni, conferendo all’immagine della donna un movimento suggestivo e affascinante, capace di renderla viva.

Infatti, Leonardo fu un pioniere della tecnica del “contrapposto”, ovvero del cogliere le diverse parti del corpo orientate in maniera asimmetrica, a diverse gradazioni.

Tema principale di quest’opera sembra essere il trascorrere del tempo e il fluire della vita, come si evince anche dalla tecnica dello “sfumato”, attraverso il quale Leonardo rende fiabeschi sia la figura della dama, sia lo sfondo, con i picchi rocciosi erosi dalle acque, elemento fondamentale alla vita e metafora del tempo che vola via.

Il fluire del tempo, dunque, ma anche della vita, con le sue vicissitudini e le tante emozioni, come quelle enigmatiche che sembrano agitare l’animo di questa dama fiorentina, colta in un momento in cui la vita stessa sembra disegnarsi sul suo volto, declinando ogni singola sensazione, fino ad allora provata, nell’ovale più famoso al mondo.

Il paesaggio limpido e lontanissimo, associato agli occhi grandi e sereni della donna, lascia intuire che la figura sia consapevole del fluire della vita, stratagemma attraverso cui Leonardo afferma quanto sia necessario non ostacolare la naturalezza delle cose.

Le labbra e il viso, colti in movimento, conferiscono al sorriso la sua proverbiale fama, così come appare geniale la scelta del grande maestro di non impostare la figura in una postura statica, ma di coglierla naturalmente, sottolineando la grandezza della natura sull’uomo.

Anche i colori sfumati e i tratti del viso non marcati contribuiscono a illuminare un’espressione non definibile in maniera certa, mutabile a seconda di come ci si ponga dinanzi.

Il dipinto della Gioconda, forse anche per i misteri e i tanti simboli che racchiude, fa della suggestione la sua più grande virtù, sotto il profilo della notorietà.

Un dipinto passato alla storia anche per aver dato spunto a molti lavori successivi, a cominciare dal Ritratto di Maddalena Strozzi eseguito da Raffaello.

Il dipinto è famoso a tal punto che, ancora oggi, vi si trae spunto persino per allontanarsi dal mondo artistico da cui proviene l’opera, con caricature e rielaborazioni tra le più disparate.

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