GALIA DRAGANOVA

Galia Draganova

Galia Draganova entra a far parte del gruppo de Gli Amici di Theopa, per la sua sensibilità artistica e l’attenzione alle dinamiche della personalità.

di THEOPA

Galia Draganova mostra la sua propensione per l’arte fin da bambina, una passione viscerale, a tal punto prepotente che i suoi genitori la pongono dinanzi a una scelta: studiare danza, oppure disegno.

La piccola Gaia ha solo dieci anni quando deve effettuare questa scelta, ma ha già le idee chiare: sa che vuole dipingere ed esprimere se stessa attraverso la figurazione, perciò, comincia gli studi in questo campo, acquisendo competenze tecniche e conoscenze.

Galia Draganova non è comunque fossilizzata alla tecnica, perché le interessa principalmente il messaggio del racconto, che nel corso del tempo ha portato avanti attraverso diverse metodologie, sia con le matite, sia con i colori in genere, fino a preferire gli acrilici, per la loro praticità e l’immediatezza che consente di spaziare tra più lavori rapidamente.

Nelle sue opere, non mancano particolari e dettagli che la caratterizzano, come l’uso di proseguire le figure oltre le tele con tessuti e calze, rendendo i suoi lavori decisamente accattivanti e originali.

Nell’arte della pittrice milanese di origini bulgare prevale la figura femminile, la donna declinata in mille forme e in posizioni tra le più disparate: ora sognatrice e riflessiva, altre volte sensuale e ammaliante.

Nelle opere di Galia Draganova, si respira l’attenzione alla personalità, perché sulle sue tele non trovano quasi mai spazio occhi e sguardi e, spesso, nemmeno volti definiti, in una sorta di ricerca dell’interiorità che la pittrice sembra voler condurre.

Le sue donne, infatti, sono sempre rappresentate con volti coperti da maschere, quando non addirittura sormontate da teste di manichini.

opere galia draganova

Ed è come se l’artista fosse alla ricerca di un’identità per ognuna delle sue figurazioni, in una corsa contro il tempo che attraversa il vivere quotidiano e le sue riflessioni, in un turbinio emozionale in cui le figure della Draganova sembrano donne rubate qua e là, nei suoi incontri occasionali di ogni giorno.

Eppure, l’attenzione dell’artista è rivolta alla denuncia di una mancanza di identità e di personalità, nella società di consumo che sembra controllare la vita di tutti, con i suoi ritmi esasperati e le sue dinamiche che diventano leggi da osservare e a cui sottostare.

Una società in cui è sempre più latente una forte identità propria, in virtù delle mode proiettate costantemente dai media, che creano eserciti di uomini e donne che vogliono essere come quei modelli.

Attraverso le sue donne – manichino e le sue maschere, Galia Draganova sembra proprio voler denunciare tutto ciò, sconvolta dalla mancanza di diversità, di identità proprie, di una società in cui prevale, invece, l’omologazione.

Nelle opere della Draganova questo caos esistenziale si evidenzia anche attraverso l’uso di oggetti surreali posizionati come cappelli sui suoi manichini e con richiami a giullari.

Rosso e bianco sono i colori che prevalgono nella sua arte, denotando il forte attaccamento della pittrice per la vita e per l’amore, nonché la voglia esasperata di cambiamento che arde in lei in un vortice di speranze e sogni proiettati a un futuro migliore.

Prossimamente, Galia Draganova sarà protagonista in una Mostra Collettiva a Milano e a un’altra a Roma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...