L’OSSESSIONE DEL POTERE, BY THEOPA

L’Ossessione del Potere, BY THEOPA

Nella mia concezione dell’Arte Contemporanea, il messaggio prevale sulla tecnica e, in L’Ossessione del Potere, rappresento l’esasperazione del materialismo e degli stereotipi di cui sono costruiti i modelli di riferimento della società consumista.

di THEOPA

Nella nostra società, lo stereotipo dell’uomo di successo è quello del fighetto fasciato da un bell’abito elegante, con il sorriso dalla dentatura perfetta, che puoi trovare su un cartellone pubblicitario, alla guida di un’auto di lusso, con il cellulare nella mano destra e una borsa in pelle nella sinistra, mentre a passo svelto percorre la via principale, alla volta di una banca o di un’azienda.

Oggi, la moda è quella, e non importa che si tratti di un perfetto ignorante o di una persona di cultura, perché ciò che conta sono i soldi che riesce a guadagnare, i  locali per gente altolocata che può frequentare e gli hotel di lusso in cui può soggiornare.

Il potere, ormai, sostituisce ogni altra cosa, in una deriva culturale che ci ha catapultati in una nuova era medievale, in cui persino i sentimenti vengono messi da parte.

Pensiamo, per esempio, a quante donne rinuncino ad avere figli proprio per non perdere terreno nella carriera lavorativa; e per cosa?

Semplicemente per il denaro e per il potere che questo produce nell’immaginario collettivo, sempre più svilente della persona e sempre meno attento alle esigenze dell’evoluzione umana.

L'OSSESSIONE DEL POTERE, by theopa
L’OSSESSIONE DEL POTERE, Acrilico su tela 70×50

In L’OSSESSIONE DEL POTERE, la donna che si allontana, salendo al piano di sopra, rappresenta proprio i sentimenti, messi in secondo piano rispetto all’operosità e ai ritmi della carriera dell’uomo di successo, il cui volto è solo vagamente accennato, poiché privo d’identità se non quella degli eroi delle pubblicità e degli stereotipi sbattuti in faccia a chi dipende dalla TV, in attesa di applicare la migliore delle maschere.

La testa esplode in un vortice di desideri e di ambizioni che, tuttavia, non vanno oltre le banconote e il potere che si spera di ottenere, per indossare proprio la maschera che più si preferisce.

Una società vuota, affettivamente sempre più povera e sottile, impegnata in perenni guerre contro i colleghi, contro i superiori, contro se stessi e contro qualunque cosa e chiunque sia di ostacolo sulla strada che porta al successo.

Un’ossessione che riempie il vuoto culturale di molti, impossibilitati a cogliere la grandezza di una vita normale, di figli da crescere senza le ansie del dover primeggiare a ogni costo, di una moglie da amare; tutte cose che si possono tranquillamente fare alla guida di un’utilitaria, in una casa in affitto e senza avere una dentatura perfetta, né la possibilità di soggiornare in hotel di lusso.

Ma nella società dove gli eroi vengono rappresentati dai media sempre come ricchi e potenti, chi ha il vuoto dentro non può prescindere dall’indossare maschere per sentirsi qualcuno.

Credo che l’arte possa e, anzi, debba raccontare tale svilimento culturale, nella speranza che chi leggerà tra qualche anno i segni e i simboli lasciati in quest’opera possa ambire a una società meno materialista e più ricca di spessore.

Quest’opera, Acrilico su tela 70×50, è stata scelta dalla nota Semiologa e Critica d’Arte, Nadia Celi, per essere esposta presso il Palazzo Pincini Carlotti di Garda (VR), durante la rassegna internazionale d’Arte Contemporanea Contemporary Art, in cui la Dottoressa Celi ha scelto solo 25 artisti tra i tanti presentatisi alle selezioni.

Raccontando quest’opera, durante l’inaugurazione della Mostra, il 16 giugno 2018, la Dottoressa Celi ne ha sottolineato la pienezza di segni e di simboli capaci di rappresentare l’esasperazione del materialismo e dello svilimento dei veri valori della società contemporanea, definendolo un quadro il cui reale valore sarà compreso tra qualche anno, proprio in virtù del messaggio che trasmette.

L’Ossessione del Potere è poi stata esposta durante l’importantissima rassegna d’Arte Contemporanea Art Parma Fair 2018, presso lo stand 8 del Padiglione numero 7, dal 29 settembre al 7 ottobre 2018.

E’ poi stata inserita nel magazine d’Arte Contemporanea EXPOART, nell’edizione di ottobre 2018, a pag. 108, con una favorevole nota critica del Maestro d’Arte, Mario Salvo.

Dal 13 al 26 ottobre 2018, è stata esposta durante la Mostra Personale di THEOPA, dal titolo “LA SOCIETA’ CONTEMPORANEA RACCONTATA A CHI VERRA’ DOMANI“, nelle suggestive sale della Galleria Albatros di Parma.

L’opera fa parte di una collezione privata.

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